| Le Dolomiti |
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Nel 1788 il geologo francese Déodat de Dolomieu s'incuriosì e studiò origine e morfologia e la particolare conformazione (carbonato doppio di calcio e magnesio) della chiara roccia dei Monti Pallidi, ricchissimi di minerali e fossili, battezzati in suo onore appunto Dolomiti. Già dall'Ottocento queste vette popolate da fate e gnomi secondo le dicerie popolari, richiamano irresistibilmente l'attenzione dei protagonisti di un alpinismo pionieristico soprattutto tedeschi ed inglesi impegnati nelle sfide su pareti e cime che si ritenevano impossibili. Con le loro performances commentate dai giornali e nei circoli aristocratici di tutt'Europa, nascono anche le prime forme di turismo, sia pur esclusivo e d'élite. |
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Montagne uniche al mondo per la colorazione rosso fuoco della roccia quando riflette i raggi del sole all'alba ed al tramonto, fenomeno detto
"enrosadira", le Dolomiti sono uno dei simboli del Trentino in tutto il mondo: cime come le Torri del Vajolet oppure il Campanil Basso di Brenta sono conosciute ovunque, e non solo dagli alpinisti. Il maestro francese Le Corbusier definì "la più bella opera d'architettura al mondo" queste montagne emerse dal mare di Tetide 250 milioni d'anni fa con imponenti sommovimenti e rivolgimenti della crosta terrestre, poi scolpite nei millenni dal lavorio naturale di acqua, vento e gelo fino a diventare l'attuale impressionante successione di cime (molte superiori ai 3mila metri di quota), guglie, pinnacoli. Fonte del testo: www.trentino.to |
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Museo
Monzoni |
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